L’Umbria e l’uso dei colori vegetali per tingere il cashmere


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L’Umbria nel suo spazio Fuori Expo – lo Spazio ADI, un bell’esempio di recupero di padiglione industriale nel cuore di Milano – ha presentato una delle sue eccellenze, il distretto del cashmere, approfondendo l’uso dei colori vegetali per tingere il cashmere con tre installazioni che esplorano le tinte vegetali e il loro utilizzo nel campo della moda.

 

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Arazzi Mediterranei

 

L’uso delle tinte vegetali rappresenta la strada che la moda deve percorrere perché il suo futuro sia etico e sostenibile, di questo sono fermamente convinti gli operatori del distretto umbro del cashmere.

Arazzi Mediterranei con la designer Ilana Efrati ha dimostrato le infinite possibilità dei filati tinti con colori botanici, mettendo in mostra 4 arazzi in maglia jaquard meravigliosamente idossabili, ispirati alle 4 stagioni per sottolineare il legame necessario tra arte e natura.

 

Tintoria-Ferrarini

Tintoria Ferrarini

Tintoria-Ferrarini

 

L’istallazione della Tintoria Ferrarini é estremamente interessante perché pone in parallelo la polvere vegetale utilizzata per la tintura e il filato tinto con essa e trasformato in maglie in una meravigliosa carrellata di colori vegetali dal carciofo, al melograno, al peperone e alla noce.

 

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Cariaggi

 

L’installazione della storica casa di produzione di filati pregiati Cariaggi che, tra l’altro, da tempo ha scelto anche l’utilizzo di energia elettrica proveniente da fonti alternative – mostra in modo scenografico il risultato dell’uso dei colori vegetali per tingere il cashmere con enormi contenitori in vetro riempiti da soffici nuvole di filato tinto.

Le soffici nuvole di filato Cariaggi, poi, sono state il morbidissimo piano d’appoggio per i piatti della degustazione dei prodotti del territorio umbro curata dallo chef Giancarlo Polito dell’Università dei Sapori: spuma di parmigiano e scaglie di tartufo bianco, asparagi, pane al melograno, crema di topinambur, insomma, una vera e propria Umbria Experience!

 

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