Expo: mini guida per i ritardatari

Spettacolo-Expo

 

Come noi, presi dall’entusiasmo avete acquistato (alcuni, sì, non uno!) biglietti, magari pure “famiglia”, lo scorso aprile e poi, travolti dalla vita di tutti i giorni, a sole due settimane dalla chiusura vi siete resi conto che erano ancora lì inutilizzati?

Niente panico.

Ecco come sopravvivere ad Expo (e non buttare i biglietti) seguendo la mia mini guida per ritardatari dotati di figli piccoli ma non troppo.

Se, poi, alla chiusura mancano una manciata di giorni, avere le idee chiare é fondamentale!

 

Slovakia-Pavillon

 

Innanzitutto, l’accesso che sceglierete sarà fondamentale e da veri milanesi voi ovviamente arriverete in tram (con il 12 o, come me, con il 19) scendendo al capolinea di Roserio esattamente davanti al Sacco, sì l’ospedale, sì l’ingresso che raccomandano tutti i media da mesi ma di cui tutti hanno evidentemente un enorme timore reverenziale, a giudicare da quanto vuoti sono i tram fin lì e dalle poche persone in coda ai tornelli.

Il colpo da maestri sarà arrivare verso le 17 e filare direttamente al fast track senza aver acquistato il fast track bensì unicamente muniti del vostro biglietto giornaliero open.

Esatto, avete letto bene: niente passeggini con su bambini con scarpe n. 38, niente nonni in affitto, niente finte stampelle, solo voi e il vostro normalissimo biglietto giornaliero open. Incredibile ma vero, eh?

Il solo ingresso immediato varrà l’aver perso il resto della giornata visto che sarete entrati alle 17 però avete idea anche delle risate quando vedrete i furbetti dell’ingresso disperati perché il passeggino con su un figlio di 50 chili é pesantissimo da trascinare e soprattutto quando li vedrete fare marcia indietro e finire alla fine della coda perché il bambino ha 3 anni moltiplicati per 3 e (pazzesco, ma come avranno fatto a scoprirlo?!) la sorveglianza li ha rimbalzati?

Poi assisterete anche a scene fantozziane di gente che arranca per le scale con il passeggino – sempre con su il pupo pre-adolescente che, furbetto come i genitori, si guarda bene dallo scendere, mica scemo lui – nel timore di perderlo se lasciato, come tutti, fuori dal padiglione, probabilmente a causa di minacce di pesanti ritorsioni da parte di chi il passeggino gliel’ha prestato per l’occasione.

 

Expo-by-night

 

Un’altra cosa carina dell’arrivare sul far della sera é che i padiglioni illuminati sono molto belli ma, occhio, a Milano a fine ottobre fa freschino, quindi un cappellino e un piumino leggero vanno assolutamente portati con sè.

 

Foresta-bambu

 

Padiglioni: poca coda e bimbi felici ma non solo loro.

Essere ritardatari ha i suoi svantaggi, quindi di sicuro rinuncerete al mirabolante Giappone o alla rete del Brasile (che comunque vedrete da sotto ed é divertente lo stesso) o al Padiglione Italia, ma potrete dedicarvi a tutti i Cluster e chiacchierare amabilmente in inglese con persone da tutto il mondo (scoprendo che vostro figlio di 8 anni fa interi discorsi con accento impeccabile e che l’averlo fatto iniziare a tre anni ha dato i suoi frutti!), probabilmente vi offriranno caffè, cioccolate calde e meravigliosi racconti di vite lontane.

 

Slovakia-Pavillon

Brasile

 

Arrivando dopo le 17 riuscirete a girare per il Vietnam, l’Azerbaigian, la Slovacchia, il Nepal e la Malesia facendo mini code di nemmeno 10 minuti.

Padiglione Zero: per me Expo vale anche solo per stare un po’ qui dentro.

Entrando dopo le 20, niente coda, ed un’ora tutta per leggere e osservare.

 

Padiglione-Zero-Expo

 

Dove mangiare? Ovviamente nei cluster!

Consigliatissimo il Kenia, anche perché mi sembra che non ci siano tanti ristoranti kenioti nelle nostre città, o il Laos.

Sete? Se non l’avete mai provate, come in alcuni punti in città anche ad Expo sono state installate le “case dell’acqua“: acqua liscia o gassata sgorga nei vostri bicchieri direttamente dall’acquedotto milanese.

Cosa comperare?

(nel cluster del Kenia), coppette in ceramica nello shop della Corea, coppette in cocco decorato con lacca e madreperla nel cluster della Cambogia, le bacchette vietnamite (noooo, il cappellino noooo!!).

Per chi soffre di nostalgia, come me, nel cluster del cioccolato c’é una bella scelta di tavolette dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica, che non é come esserci stati ma ci si accontenta del resto, si sa, i sapori hanno grandi capacità di rievocazione.

 

Coppette-orientali

Cocco-decorato

 

Tenendo d’occhio l’orologio e l’app Expo, l’Albero della Vita darà il meglio di sé ad orari fissi con giochi di luce, acqua e musica.

Non sarà necessario accalcarsi subito sotto per godere dello spettacolo ma sedersi su una delle panchine lungo una delle vie d’acqua vicine sarà perfetto.

Molto bello e molto emozionante per i bambini.

Buon giro, ritardatari, e arrivederci tra cent’anni!

p.s. tornare a casa o alla macchina via tram da Roserio si rivelerà ancora una volta la scelta più intelligente!

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