Incursioni nel cinema d’autore: Acrid di Kiarash Asadizadeh

Locandina-del-film-del-regista-iraniano-Kiarash-Asadizadeh
Acrid, di Kiarash Asadizadeh
dal 11 giugno al cinema
Acrid significa “aspro” e il film, interessantissimo, un po’ lo é ma non troppo, però.
Sono moltissimi, infatti, gli aspetti che, saltando all’occhio di uno spettatore occidentale, attenuano il sottofondo acre della storia.
Kiarash Asadizadeh é iraniano, é giovane e con Acrid, il suo primo film con cui ha vinto il premio per i migliori attori e attrici emergenti all’ottavo Festival di Roma, esplora il mondo delle coppie nell’Iran odierno osservandolo dal punto di vista delle donne.

Un-fotogramma-del-film-iraniano-pluripremiato
Acrid racconta la storia di quattro donne la cui vita si incrocia in vari modi in una sorta di cerchio che si chiude, che poi per il regista altro non é che il circolo vizioso in cui continua a rimanere intrappolata la società iraniana odierna.
Nel film i luoghi comuni a noi noti sono praticamente inesistenti, le vicende si snodano per strada, in casa, sui luoghi di lavoro e le protagoniste sono, chi in un modo chi in un altro, anche gli unici arbitri della propria vita.
Un-momento-del-film-del-regista-Kiarash-Asadizadeh
Dicevo, libera dai soliti luoghi comuni, l’attenzione si sofferma sulla quotidianità, sull’arredamento moderno delle case, sull’abbigliamento.
Così Masha, che studia all’università e vive in un appartamento con altre ragazze, non porta il velo ma una felpa con cappuccio, il parka, i jeans e le sneakers.

Simin, che insegna all’università, porta il velo ma vive da sola in una casa moderna, molto minimal, dai divani e le pareti bianchissime, dove rientra ad ogni ora dopo i suoi viaggi di lavoro o le lezioni universitarie che terminano tardi.
Soheila, invece, ha un lavoro di grande responsabilità sociale e va a fare shopping con eleganti foulard di seta legati alla Audrey.

Acrid (reloaded)(outfit)
Parka: Scotch & Soda
Denim jacket: J Crew
Sweatshirt: Mango
Jeans: A Gold E
Sneakers: Superga
Carré: Hermes
(furniture)
Sofa: South Beach
Small table: Daedalus Industrial
Magazines holder: Konstantin Slavinski
Mug: Marimekko
Un medico, un professore universitario e la sorella, una studentessa universitaria, quattro donne alle prese con il tradimento, la delusione e la scelta che ne consegue, diversissima per ciascuna ma assolutamente arbitraria nonostante tutto.
Come raramente si fa in Italia, la proiezione in lingua originale sottotitolata, con i suoi suoni di Teheran e le sue voci in sottofondo, immerge nella storia e non la lascia dimenticare facilmente.
Da vedere.
(images credits: Ufficio Stampa) 

  1 commento per “Incursioni nel cinema d’autore: Acrid di Kiarash Asadizadeh

  1. 4 giugno 2015 alle 8:35

    prendo nota!!!

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