[The perfect vintage girl] Parliamo di vintage

Questa è mia madre, metà anni 60
Oggi scriverò un fiume di parole, rassegnatevi!

Sono mesi che medito di pubblicare questo post, rimasto in bozza in mezzo ad altri per lungo tempo, ma finalmente eccolo qui!

Oggi parliamo di vintage: facendo ordine su un termine abusatissimo e ormai sulla bocca di tutti, vi darò anche il mio punto di vista.

Clarissa Vintage.
Nel corso di questi mesi mi è capitato che mi abbiate chiesto informazioni in più sul fenomeno vintage.
In realtà il vintage è uno stile di vita che non va confuso con lo stile retrò.

Bauli a casa dei miei in mio Instagram dell’estate scorsa
(@clarissavintage)

Quando ho iniziato ad ispezionare i bauli e gli armadi di casa  non avevo ancora capito che quei tesori avrei potuto indossarli con gran soddisfazione e, soprattutto, di vintage ancora non si era iniziato a parlare.

Spinta da mia madre, ho iniziato sempre più spesso a mescolare quello che trovavo a casa con i miei vestiti nuovi, inizialmente solo gli accessori, poi, via via che il mio gusto ha preso una direzione decisa, anche i vestiti.

La mia, dunque, è esperienza sul campo e soprattutto uno stile di vita.

 

Dettaglio-baule-antico-dipinto

Mi spiace di non avere foto della stanza degli armadi di mia nonna e mi spiace soprattutto non poter in alcun modo farvi sentire quel profumo e non potervi fare vedere quell’aria quasi rarefatta da cui era invasa quella stanza.

Qualche baule, però, eccolo!
Per la maggior parte sono verdi e chissà che non nasca da qui la mia passione per questo colore!

 

Ma torniamo al vintage, quello vero.

Termine.
L’essenza vera del vintage (badate, l’accento è sulla a, alla francese!) va ricercata innanzitutto nell’etimologia del termine, che ne esprime alla perfezione il significato: si tratta di un termine nato dalla crasi di due vocaboli vin (l’age du vin indica l’età del vino, quindi il vino d’annata) e vendange (vendemmia).
[Ecco perchè ogni volta che qualcuno pronuncia vintage all’inglese, muore una fata!]

Un abito o un accessorio vintage, dunque, va considerato alla stregua di un vino di annata: unico e di qualità elevatissima.

 

Perfetto, ma come si traducono queste qualità in abiti e accessori?

E’ molto semplice:

è vintage ciò che ha un valore in senso stretto
perchè
o ha segnato la storia della moda (e qui parlo di creazioni di alta moda o pret à porter che sono pietre miliari, come la giacca marinière di YSL per intenderci)
o perchè è di qualità sartoriale elevatissima e in tessuto prezioso.

Loabster-dress-Schiaparelli-Dali

Schiaparelli-Dalì 1937

 

Caban-1962

YSL 1962

Punto.
Dunque, tutto il resto è vecchio e non può essere considerato vintage in senso stretto, facciamocene una ragione tutti, me compresa.

Stile retrò
Altro discorso è lo stile retrò: vestirsi con gusto retrò è adorabile ma non sempre vuol dire necessariamente essere vintage.
Ci si può vestire come elegantissime signorine anni 50 ma non essere vintage oppure essere sia vintage che retrò, in base a ciò che si indossa.

Epoca
Chi è più severo ritiene che sia vintage ciò che non vada oltre gli anni 70.
Un po’ come per i mobili antichi (che da 100 anni sono passati a 50 anni per essere considerati tali), però, ultimamente c’è una corrente più illuminata che considera vintage tutto ciò che sia vecchio di almeno 20 anni, estendendo quindi l’area anche agli anni 80 e 90.
Tutto ciò che non è vintage perchè al di fuori di questo confine temporale è vecchio o second hand, anche se si preferisce usare quest’ultimo termine limitandolo alle cose che abbiano meno di vent’anni.

Per me.

Nell’ispezione del mio armadio alla ricerca del vintage il più delle volte mi fermo agli anni 70

ma

ci sono alcuni pezzi che, pur essendo degli anni 80 o degli anni 90, devono essere considerati vintage perchè, a dispetto dell’epoca in cui sono nati, hanno segnato la storia.

Di cosa parlo?

Ad esempio, di alcuni capi storici della Maison Martin Margiela, o dei tailleur fluidi con taglio severo di Armani degli anni 90 o ancora dei corpetti con dettagli a punta di Gaultier, anche questi degli anni 90.

Tailleur
Armani 90s
Giacca-1991
Versace 1991

Confine tra vintage e antico
Vintage è considerato anche un capo o un accessorio degli anni 20 o 30 del 900.
In sostanza c’è un labilissimo confine da tra antico e vintage, se si vuole considerare antico quel che ha solo 50 anni.

Come fare a distinuguere?
Semplicissimo, il confine universalmente riconosciuto sono gli anni 20: tutto ciò che è nato prima è antico, dopo è vintage.

 

La mia blusa edoardiana non è vintage, è antica.

Tessuti
Il vintage è prezioso e, a meno che non stiamo parlando di un pezzo che ha fatto la storia della moda, i tessuti sono preziosi nella qualità, nella trama e nelle stampe o decorazioni.

Quindi?

C’è poco da fare, a rigore non può essere considerato vintage quel bel vestitino a fiori e in misto acrilico che alla fine anni 60 la nonna indossava in campagna.
Noi, però, romanticone, continueremo a pensare a quel vestito come se fosse vintage, perchè il bagaglio di affetti che porta con sé ce lo rende prezioso.
Eccovi il gancio: per certi aspetti non sbagliamo, perchè vintage è tutto ciò che ha una storia ed è legato ad essa e in questo caso la storia è la nostra. Ecco!

Stoffa-di-broccato-anni-60

 

scampoli di broccato vintage anni 60

Condizioni
Le condizioni del capo o dell’accessorio devono essere perfette e possibilmente non devono esserci riparazioni intervenute in epoche sucessive.

Qui si inserisce di prepotenza l’upcycle di stoffe del passato, come sapete a me tanto caro perchè ecologico, intelligente e creativo.

Può essere considerato vintage un abito confezionato utilizzando stoffe vintage in senso stretto, perchè preziose e appartenenti all’arco temporale che va dal 1920 al 1970?
E gli abiti confezionati utilizzando vecchi abiti scuciti riassemblando i tessuti così ricavati?

Upcycled-green-vintage-silk-belt
la mia obi di seta anni 60 riciclata

 

In realtà NI.

Nel primo caso l’abito non potrà di certo essere vintage perchè è nato adesso ma la stoffa di cui è fatto lo è, quindi sì, per me farà parte della grande famiglia del vintage.

Nel secondo caso (quello delle stoffe scucite, dei vestiti smembrati), invece, trovo che non ci siano i presupposti alla base perchè il nuovo vestito possa essere considerato vintage.

 

Cosa vuol dire, infine, essere vintage? Vestire vintage?

Vuol dire riportare a nuova vita un capo o un solo semplice accessorio prezioso del passato, mescolandolo con tutto ciò che di nuovo c’è nel nostro armadio.

 

Vestito-anni-60-sartoriale
Total look vintage:
abito sartoriale in seta anni 60
clutch Ferragamo anni 80

 

Accessori-vintage
Vintage girl anche così:
borsa Gucci fine anni 70
foulard Hermès anni 90

Nota curiosa: il vintage è diventato un vero e proprio fenomeno di costume ufficialmente riconosciuto quando, nel 2001 a New York, Nicole Kidman indossò un vecchio Louis Azzaro del 1972 per la prima di Moulin Rouge.

  19 commenti per “[The perfect vintage girl] Parliamo di vintage

  1. 21 ottobre 2013 alle 8:57

    davvero interessante questo post!
    ti invidio tutti i tuoi abiti / accessori (anche quelli per la casa!) vintage :)….

  2. Paola
    21 ottobre 2013 alle 9:07

    Ma che bella tua mamma….e le assomigli anche abbastanza. E' un post interessantissimo, che mi ha chiarito molto le idee, in effetti, su ciò che è vintage e ciò che lo è a metà. Che invidia per tutti quei bauli….

    • 21 ottobre 2013 alle 10:10

      Grazie, Paola, sì, somiglio tanto a mia mamma (lì ventenne) ma con i colori di mio padre.
      Tutti quei bauli sono in quel di Palermo e sono solo alcuni 😀

  3. 21 ottobre 2013 alle 9:12

    Clarissa, sai che concordo in tutto su questo post! Veramente ben fatto!

  4. Anonimo
    21 ottobre 2013 alle 9:36

    Bel post! grazie per averci spiegato le differenze. Io allora ho solo roba vecchia che reputo vintage perchè legata alla storia della mia mamma e della sua famiglia. Ti ammiro molto per la capacità di creare outfit impeccabili mescolando capi attuali e capi del passato. Daresti delle dritte a delle inesperte come me? non ho nulla di vintage, mi ripeto, ma solo cose vecchie. foulard, borse, collane, orecchini. Nulla di prezioso, nè di grandi firme. Nel mio caso rischio di farci una figuraccia con i miei capi vecchi mescolati a quelli attuali?

    • 21 ottobre 2013 alle 9:56

      Figuraccia? Mai, non dirlo nemmeno per scherzo!
      L'importante, per me, è sempre e comunque vestirsi come ci piace e come stiamo a nostro agio, poi, non dobbiamo essere troppo severe e dare al vintage unicamente un'accezione restrittiva.
      Se un vestito o un accessorio hanno una storia di famiglia o un valore affettivo elevato, vanno indossati con grande piacere!
      Insomma, delle perle bijoux, ad esempio, possono ben avere un "valore" pur non essendo Chanel anni 60, perchè ben fatte, probabilmente artigianali e intatte, quindi perchè non considerale vintage?
      E' solo un esempio ma se ne potrebbero fare migliaia.

      Prima ancora che uno stile, il vintage è un modo di vivere che ha molto a che vedere anche con il rifiuto del consumismo, con il rispetto dell'ambiente e, quindi, il recupero di cose "vecchie" o "second hand" o tecnicamente vintage fanno parte della stessa filosofia!

      Per i consigli, sono onorata! chiedi quando vuoi!

    • Anonimo
      21 ottobre 2013 alle 12:02

      in effetti recuperare capi dal passato della propria famiglia, ma anche personale (io le cose non usurate e di buona qualità fatico a buttarle o regalarle, proprio nell'ottica di un possibile ri-uso) è un modo per dar valore non solo agli affetti ma anche un modo per evitare inutili sperperi di denaro, visti i tempi di crisi. Quello che occorre e che tu hai è la capacità di creare uno stile, mescolando, ricreando. Ecco ci sarebbero tanti consigli da chiedere, sarebbero forse troppo specifici per il blog. Sarebbe bello avere una guida di stile, per provare a creare degli abbinamenti riusciti con capi "del passato". E sul recupero di capi anni fine 80-anni 90? io riesumo spesso scarpe, gonne del mio personale passato :) dimenticavo: grazie per la risposta :)

    • 21 ottobre 2013 alle 12:13

      Anche io, sai, recupero spesso cose mie, anche dei primi del 2000, che vintage non sono neanche per sogno :-D.

      Poi, per quel che riguarda la richiesta di consigli, se hai voglia puoi scegliere il modo che preferisci, tra scrivermi una mail, commentare i post senza temere di saltare di palo in frasca anche se hai da chiedermi qualcosa che temi che non c'entri nulla (sono un acquario, io! La confusione e le divagazioni sono il mio mestiere!).
      Magari da una tua curiosità finisce che nasce un post o una serie di post, perchè una cosa che si dimentica di dire quando si scrive su un blog è che le chiacchiere con le lettrici sono una fonte di ispirazione potentissima!

  5. 21 ottobre 2013 alle 9:45

    Bellissimo post, ne avevo letto un altro altrettanto interessante da Cecilia!
    Recupero anche io qualche capo, ma i tuoi sono davvero splendidi, dagli elementi di arredo, agli accessori, gli abiti e poi complimenti a tua mamma :)

    • 21 ottobre 2013 alle 10:05

      Grazie, Giulia!
      Sì, il post di Cecilia lo ricordo bene, interessantissimo e pieno di spunti per capire meglio questo vintage che tutte amiamo!

  6. 21 ottobre 2013 alle 11:19

    che bello questo post, comlimenti clarissa!
    ma soprattutto grazie per avermi impedito di uccidere altre fatine 😛
    non avevo mai pensato al fatto che essendo una parola francese avesse un differente accento.
    un po' come la parola stage che e' francese ma viene sempre pronunciata all'inglese togliendo il significato che ha realmente. queste disquisizioni mi piacciono sempre molto.
    riguardo vestiti e accessori poi io non ho quasi mai acquistato nulla di vintage ma posseggo molte cose appartenute a mia madre e qualcosa alle mie nonne.
    per me, vintage o non vintage, preziosissime :)
    ancora grazie del bel post!
    bacio

  7. 21 ottobre 2013 alle 12:11

    Che bel post, mi hai conquistato definitivamente mettendo il giusto accento sull'origine della parola, da mezza francese apprezzo molto. Io mi vesto di molto "cose vecchie" e considero tali anche i foulard di seta di mia nonna. Per me hanno valore perché sono belle e mi ricordano cose belle, non ho proprio voglia di andare a categorizzare i miei abiti. Seguo l'istinto, ma spesso mi stonava vedere indicati come vintage abiti che si ispirano a mode passate, come giustamente fai notare tu. Ah, ma quanto ti stanno bene i capelli della foto con l'abito anni 60? Dovresti portarli più spesso così!

    • 21 ottobre 2013 alle 12:22

      Davvero, sei mezza francese?
      In realtà lo sarei anche io, non mezza però, solo un po' (mio padre è trilingue e una di queste lingue è proprio il francese) e una parte del mio cognome, eliminata per disastri burocratici, è francessissima 😀

      Sì, bisogna seguire l'istinto sempre quando ci si veste perchè si azzecca sempre (per se stesse di sicuro!) e questo post vuole unicamente mettere ordine sull'uso del termine, senza nulla togliere ai capi che amiamo.

      I capelli? E' tutta la vita che li taglio corti e poi, dopo qualche mese, li faccio allungare, a rotazione. In questo momento sono nella fase "allungo" ma non ti nascondo che proprio ieri ho pensato che mi piacerebbe tagliarli di nuovo cortissimi. E' solo questione di tempo 😀

  8. 22 ottobre 2013 alle 7:08

    Amica, la tua mamma è un sogno e siete veramente due gocce d'acqua! Incredibile!
    Grazie davvero per questo post semplicemente impeccabile: è preciso senza essere pedante, completo ma non morboso. Un plauso a te.
    E una taglia sulla mia testa per tutte quelle fatine: incredibile che io, proprio io, abbia sempre sbagliato l'accento. E' curioso… grazie quindi!
    Baci tesora :***

  9. 22 ottobre 2013 alle 7:41

    Passata a fare un saluto e ad imparare qualcosa in fatto di vintage, bel post!
    Buona giornata
    Giò

  10. 25 ottobre 2013 alle 9:04

    Amica questo post è stupendo!
    Innanzitutto la foto di tua mamma… sembra una diva del cinema!!!
    Meravigliosa!
    E poi mi hai fatto morire quando hai scritto che ogni volta che qualcuno pronuncia la parola vintage all'inglese muore una fata 😀 😀 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *