Tutte le sfumature di bianco possibili [MMM e il vintage]

Pattern cut suede jacket, S/S 1998

Lo so, non più di tre mesi fa avevo promesso solennemente che nulla più sull’argomento sarebbe venuto fuori dalla mia tastiera ma l’amore, si sa, è cieco.

La giustificazione, però, è ineccepibile: non parlo infatti della collaborazione con H&M ma solo del mio amore incondizionato e del perchè, quindi la promessa di tre mesi fa è mantenuta ma lo è anche quella di tre giorni fa.
Amore incondizionato per Margiela (o, meglio, per la Maison, per essere precisi e fedeli).
Vintage con Margiela, direte voi, c’entra poco eppure non è così.

Vintage non è solamente far rivivere nella quotidianità capi del passato mischiandoli con ciò che è attuale, esso in realtà  nasce anche dal sovvertimento delle regole e dal rifiuto degli schemi imposti dalla moda-fenomeno sociale sviluppatosi a partire dal dopo-guerra (che hanno avuto il loro culmine durante gli anni 80 e 90) volendo, però, contemporaneamente tener ben salda e legata al presente la propria storia.Martin Margiela è un caso “scolastico” di vintage inteso come reinterpretazione di vecchi capi, sovvertimento delle regole e rifiuto degli schemi ma al tempo stesso conservazione della storia.

 

glossario per la stampa
Sul caso Martin Margiela sono stati scritti fiumi di parole autorevoli e qualificate, i miei appunti oggi sono semplicemente quello che per amore ho imparato seguendo i primi vent’anni della Maison nonchè una spiegazione, dovuta, dopo che la collaborazione con H&M ha dato il via al tormentone qui sulla Stanza e, infine, anche una gran fatica perchè, come sapete, l’amore è difficile da tradurre in parole secondo un filo logico universale. 

Peter Lindbergh per Vogue Italia 1999
 
Gwynwth Paltrow in Artisanal
Instyle, ottobre 2012

Una cosa è certa, poi, per la biografia di Martin Margiela vi rimando tout-court su Wikipedia, com’è certo anche che non sono una studiosa nè una professionista della moda, qui infatti vi parlo semplicemente di come vedo io Margiela da quando è nato, di quel che mi piace e del perchè si è preso per sempre un pezzo del mio cuore (modaiolo).

Partiamo col dire che la collezione che avvicina maggiormente Margiela al mio amato vintage è la linea di alta moda Artisanal, quella più estrema, dove è facile trovare abiti dal modello anni 50 realizzati con nastro isolante, abiti cuciti assemblando abiti da sposa vintage o fili di perle di bigiotteria vintage che  uniti creano una giacca.
E’ l’uso dei capi vintage, artigianalmente riassemblati e trasformati in altro, che rende i capi della collezione unici.

Linea Artisanal,  P/E 2006
Giacca con fili di perle bijoux vintage

 

Linea Artisanal, A/I 1991-92
maglia realizzata con calze militari
Linea Artisanal, A/I 2012-13
Giacca lunga da sera ricavata da un vestito in seta con ricami art nouveau datato primi del 900
Linea Artisanal, P/E 1991
top ricavato da guanti da sera vintage

Margiela parte dal pezzo vintage, dalla storia quindi, per poi modificarlo e scomporlo fino a distruggerlo per creare altro rompendo le regole e con la storia stessa ma tenendosi allo stesso tempo saldamente legato a quest’ultima.
Se non è spirito vintage questo.

Poi, sempre per la memoria storica, c’è la linea Replica, inserita nel 2003 per la donna e nell’anno successivo per l’uomo, che riproduce fedelmente abiti di seconda mano di diverse epoche, corredati da un’etichetta aggiuntiva che ne descrive esattamente lo stile, il luogo e l’epoca di provenienza.

 

Replica, linea 14 (giacche uomo)
[rompere gli schemi e sovvertire le regole] Le collezioni storicamente sfilano sotto i ponti, per le strade, in location alternative come i supermercati e le modelle sono a volto coperto perchè è l’abito il protagonista, di Margiela esistono in rete forse solo tre foto e la sede della Maison a Parigi si trova in periferia.I colori sono il bianco (in tutte le sfumature, come più volte è stato detto nelle interviste), l’ocra, il nero e, poi, non tutto è estremo o folle ma lo è solo quel che si vuole vedere come tale, perchè una volta indosso (anche se, in base al nostro fisico o alla nostra vita, escludiamo necessariamente l’oversize o, di contro, l’undersize, e certe architetture nel vero senso della parola) un Margiela è per sempre (la collezione MM6, la linea casual, ad esempio è facile sia da amare che da indossare).

 

MM6 etichetta, blusa P/E 2010
MM6 P/E 2013

Resort 2013
[rompere gli schemi e sovvertire le regole] L’etichetta è un rettangolo bianco ricoperto di numeri dallo 0 al 23, ogni numero corrisponde ad una collezione e più ci si avvicina allo zero più la linea è esclusiva (l’Artisanal infatti è 0), che il capo appartiene ad una determinata collezione si sa perchè il numero è cerchiato.

Etichetta: legenda

Riciclo, recupero, storia e rottura con la storia, conoscenza delle regole ma negazione delle stesse, ecco perchè amo MMM.

 

P/E 1991

 

P/E 1999

  8 commenti per “Tutte le sfumature di bianco possibili [MMM e il vintage]

  1. 29 marzo 2013 alle 8:59

    Amica, ora capisco quando mi hai detto: "Credo che dopo il post, inizierai ad amarlo". Ecco, amarlo forse no: c'è troppo concettualismo forse e la rottura delle regole è troppo per me, che sono "medievale" nel midollo. Ma ovviamente, per infrangere le regole, le regole stesse vanno necessariamente conosciute a fondo, e qui sta, secondo me, la grandezza di MMM. Quindi tutto diventa, anche ai miei occhi, estremamente affascinante.
    Interessantissima l'etichetta, interessante l'uso di meteriali (in senso lato) "riciclati", interessanti le collezioni più facili, delle quali non conoscevo affatto l'esistenza: non si finisce mai di imparare!
    Grazie per l'enorme lavoro che hai fatto e che hai voluto convividere con noi.

  2. 29 marzo 2013 alle 9:32

    interessantissimo questo articolo…io ammetto che non conoscevo affatto la Maison prima della collaborazione ma essermene completamente innamorata dopo essermi informata a riguardo…davvero interessante!

  3. 29 marzo 2013 alle 10:31

    bellissimo questo post :)
    adesso capisco perchè lo ami, anche se ammetto candidamente che non lo conoscevo affatto, se non per aver visto la capsule di H&M!
    baci

  4. 29 marzo 2013 alle 14:08

    Post fantastico, un vero tributo a MMM ;)))

    http://www.lostinunderwear.blogspot.it

  5. 29 marzo 2013 alle 18:46

    Tesora questo post è strepitoso!
    Hai fatto una ricerca pazzesca delle immagini di archivio!
    Come tu sai il mio amore incondizionato va ad un altro belga di Anversa ed è altrettanto fatale ed appassionato del tuo per MMM!
    Baci cara e buone vacanze pasquali :-***

  6. 1 aprile 2013 alle 15:07

    Post bellissimo, sia per le amanti della maison che per chi lo sta scoprendo ora, non ho potuto fare a meno di condividerlo su fb, Clarissa!

  7. 2 aprile 2013 alle 8:02

    Gran post!! Bello per l'informazione e stupendo per l'amore che traspare!

  8. 2 aprile 2013 alle 10:03

    Molto interessante Clarissa! Grazie per questo post:)

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